"Rifugio Tosa - Pedrotti"

Altezza

2491 mt.

Tempo percorso

2:30 h

Gruppo montuoso

Dolomiti di Brenta

Località

Bocca di Brenta

Descrizione:

Il rifugio alla Tosa "T.Pedrotti" si trova in posizione centrale nel gruppo delle Dolomiti di Brenta, è frequentato in estate da migliaia di alpinisti ed escursionisti. Il primo edificio ad essere costruito è stato l'attuale Rifugio Tosa, realizzato dalla Società Alpinisti Tridentini (SAT) nel 1881 a 2.439 metri di altitudine. La costruzione originaria era costituita da una capanna di un solo locale. Ampliato più volte nel corso degli anni, oggi è utilizzato come dipendenza del vicino Rifugio Pedrotti. Il secondo edificio, il Rifugio Pedrotti, fu costruito all'inizio del XX secolo dalla sezione bremese del Deutscher und Österreichischer Alpenverein (DuÖAV - Club Alpino austro-tedesco), che lo edificò in località "Sella del Rifugio", tra la Cima Brenta Bassa e il Croz del Rifugio, ad un'altitudine di 2.491 m. Tale secondo fabbricato divenne proprietà della SAT all'esito di una lunga controversia giudiziale, decisa nel 1914 dalla Corte Suprema di Vienna. Dopo la prima guerra mondiale il rifugio fu ristrutturato ed intitolato alla memoria di Tommaso Pedrotti, fratello di due presidenti della SAT. Dopo la lunga gestione della Famiglia Donini, che ha mantenuto il rifugio per 50 anni, dal 2011 il rifugio è gestito dalla Guida Alpina Franco Nicolini e dalla sua famiglia. 

Collocati al centro delle Dolomiti di Brenta, a breve distanza da quella Bocca di Brenta che costituisce il valico "storico" del gruppo attraversato già nel 1864 , i Rifugi Tosa e Pedrotti sorgono in posizione strategica rispetto a tutti i principali itinerari escursionistici e vie ferrate - tra le quali quelle delle "Bocchette" - e alle pareti di più spiccato interesse alpinistico della catena centrale del Brenta. Il Rifugio Pedrotti è dotato di 120 posti letto, di doccia calda, servizi igienici a tutti i piani e di un’ampia sala da pranzo. Il rifugio Tosa invece ha 35 posti letto, è adibito a dependance del Pedrotti durante la stagione estiva.

Come arrivare:

Da Molveno, per la Val delle Seghe (sentiero n. 319, ore 4,30) dalla zona del campo sportivo di Molveno si segue la strada che porta al Bar Ciclamino, da li si segue la strada sterrata che porta fino al Rifugio Croz dell’Altissimo dopo circa 40 minuti si giunge ad un bivio (quota 1324 m.), qui si lascia a destra la strada sterrata e si imbocca il sentiero sulla sinistra che passa nel fitto bosco, con una serie di comode serpentine si esce al rifugio Selvata (m 1630) da dove si prosegue come per l’itinerario seguente. 

Dal Rifugio Selvata. Il sentiero (segnavia n. 319) va zigzagando sotto la Cima delle Fontane Fredde, attraversa il torrentello chiamato Acqua della Dosola e passa attraverso una zona erbosa dove sorgono le rovine dell’antico Baito dei Massodi (1994 m). Tra dossi erbosi e valloncelli raggiunge una depressione, che in occasione di forti precipitazioni si riempie d’acqua, denominata Laghet (2165 m). Si prosegue fra i ghiaioni e, superato uno sperone, si arriva al Rifugio Tosa, e poco dopo al Rifugio Pedrotti (ore 2.30). 

Da Molveno - Pradel per la Val dei Massodi (ore 3.30, segnavia n. 340). Dai Rifugi al Pradel (1367 m) si prende il comodo sentiero che passa sotto le pareti del Croz dell'Altissimo e raggiunge il Rifugio C. dell'Altissimo (1430 m). Si attraversa il torrente e si sale a sinistra con alcune curve fino ad uscire dal bosco nei pressi del Rif. Selvata (1630 m). da qui si prosegue con l'itinerario precedente. 

Da Molveno per la Val di Ceda (questo è un sentiero ripido e faticoso, molto più consigliabile per un’eventuale discesa che per la salita). Si raggiunge la località Fortini di Napoleone costeggiando il lago per la riva ovest (30 min.). Da qui si segue la strada sterrata che porta al Rifugio Malga d’Andalo; dopo alcune centinaia di metri dall’inizio di questa strada si trova la partenza del sentiero n. 326 della Val di Ceda. Si prosegue per il sentiero molto ripido in mezzo al bosco, e dopo alcuni gradoni rocciosi si raggiungono le rovine di Malga Ceda Bassa, 1434 m (ore 2.30). Si prosegue a destra nel bosco e poi a zig zag per un pendio ghiaioso si giunge ai ruderi di Malga Ceda Alta, 1815 m. Seguendo i segni rossi del sentiero(non molto frequenti) si arriva al Passo di Ceda, 2223 m. Ci si affaccia alla Pozza Tramontana, chiusa dal massiccio della Tosa, si segue la traccia di sentiero sulla destra, si sale molto ripidamente sui pendii franosi del Monte Daino fino quasi alla base del Croz del Rifugio, per continuare fino al Rifugio (ore 5) 

Da Madonna di Campiglio per il Rifugio Valesinella, il Rif. Brentei e la Bocca di Brenta, Ore 3,15. Dal Rifugio Valesinella (1513 m.) si prende un largo sentiero che, valicato il torrente Valesinella, sale comodamente nel bosco fin dove si trova il Rif. Casinei (1825 m., ore 0.45). Si continua per un sentiero che sale oltre un dosso e porta sul versante Val Brenta, alti sopra il fondovalle, e con percorso a mezza costa sotto i dirupi del Fredolin raggiunge un bivio, (2048 m. ore 0.35). Si prosegue con bel percorso panoramico, con alcuni saliscendi e attraverso una galleria si arriva dopo un’ultima salita al Rif. Brentei. Da qui si segue un buon sentiero che con pendenza regolare percorre tutto il fianco dell’alta Val Brenta, tagliando i ghiaioni sotto il Campanile Alto e Basso. Da una conca nevosa il sentiero supera la fascia rocciosa a destra del canale ghiaioso, e dopo un piccolo tratto nevoso raggiungie la Bocca di Brenta (2552 m.) Da qui il sentiero scende sul versante Est e seguendo una cengia rocciosa sulla destra porta al Rifugio Pedrotti. 

Da Madonna di Campiglio con la funivia del Passo Grostè. Da Madonna di Campiglio una comoda alternativa è quella di salire fino al Passo Grostè con la telecabina, da li si può raggiungere il rifugio Tuckett con un comodo sentiero. Da questo rifugio si può raggiungere il Rifugio Pedrotti con vari itinerari, il più breve è quello che porta prima al rifugio Brentei e poi, attraverso la Bocca di Brenta, arriva da noi. (ore 3,30 - 4,00 da Passo Grostè).

Escursioni principali:

I Rifugi Tosa e Pedrotti si trovano in una zona strategica che permette di raggiungere tutti gli altri rifugi del Gruppo.
Il nuovo sentiero attrezzato Spellini:  Si parte al mattino dal Rifugio Pedrotti verso il rifugio Alimonta, passando per le Bocchette centrali. Si ritorna al rifugio dal sentiero Spellini. In alternativa si può seguire il sentiero Spellini fino al rifugio Alimonta per poi proseguire per le Bocchette Alte fino al rifugio Tuckett. 

Al Rifugio Agostini per il sentiero Palmieri (n.320, ore 2,30). Dal Rif. Pedrotti si sale fino alla chiesetta, lasciata questa sulla sinistra si prosegue con lo stesso sentiero che porta anche alla Cima Tosa (n.358). si segue questo sentiero per una decina di minuti fino ad un bivio, qui si prende il sentiero che scende a sinistra (Palmieri, n. 320) nel vallone, si passa sull'altro lato e si procede a lungo sul fianco della Pozza Tramontana. Con una serie di comode svolte si sale allo spallone che sovrasta il Passo Ceda. Da qui il sentiero prosegue quasi in piano fino alla Forcolotta di Noghera (m. 2423) da dove si domina tutta la testata della Val d'Ambiez (ore 1.30). Il sentiero si abbassa sul versante opposto, taglia in quota i contrafforti rocciosi delle cime di Ceda e, raggiunta la strada che sale dalla Val d'Ambiez, con un paio di serpentine si raggiunge il Rifugio Agostini (2410 m).

Al Rifugio Agostini per la Sella della Tosa e la Ferrata Brentari (ore 2.40 - 3.00, n.358). Questo percorso richiede una certa pratica alpinistica e attrezzatura da ferrata. Dal rif. Pedrotti si segue l'itinerario precedente fino al bivio con il sentiero Palmieri, al bivio invece di scendere a sinistra si prosegue salendo leggermente fino alla conca ai piedi della Cima Margherita. Con salita a sinistra nei ghiaioni il sentiero porta nell'ampio vallone occupato in alto dalla Vedretta Superiore della Tosa. Lo si risale tenendosi sulla destra (tracce, ometti) fin nella sua parte superiore. Si sale a destra su facili gradini (tracce) fino sopra uno zoccolo di rocce biancastre, proprio sotto la partenza della via normale della Cima Tosa, da qui infatti si può vedere la fascia di roccia solcata dal famoso "camino". Da qui si prendono le bancate rocciose a sinistra, si traversa e per roccette si arriva alla spalla orizzontale della Sella della Tosa (m. 2860). Si attraversa per cenge e dopo una decina di minuti si arriva alla bocca della Tosa. Da qui seguendo cavi e scalette si scende sulla Vedretta d'Ambiez sulla quale ci si abbassa preferibilmente a destra verso le rocce della Cima d'Ambiez e si giunge sulla morena. Da qui si continua in discesa fino al rifugio Agostini.

Al Rifugio 12 Apostoli per la Sella della Tosa e la Bocca d'Ambiez (ore 5.00 circa, n. 358 - 304). Anche questo percorso richiede una certa pratica alpinistica e attrezzatura da ferrata. Si segue l'itinerario precedente fino alla Vedretta d'Ambiez. A questo punto invece di scendere per la vedratta la si attraversa a sinistra per tutta la sua larghezza, si arriva alla base della via ferrata che sale alla Bocca d'Ambiez (m. 2871). Arrivati alla bocca si scende sull'altro versante sempre per mezzo di una ferrata, fin sulla Vedretta dei Camosci, da questa se si scende a sinistra si percorre il sentiero Martinazzi che porta al Rifguio Brentei, mentre se si attraversa a sinistra si giunge ai piedi della Bocca dei Camosci (m. 2784), si sale per delle roccette fino a raggiungere la sella, da qui si scende su un sentiero segnalato che corre lungo la morena laterale, scende poi lungo una scarpata verso un largo vallone, al di là del quale si sale al rifugio 12 Apostoli (m. 2489).

Al Rifugio Tuckett per il sentiero Osvaldo Orsi (n. 303, ore 3,00 circa). Dal Rifugio Pedrotti si scende per alcuni minuti lungo il sentiero per Molveno (n. 319) fino ad un ripiano sotto il Rifugio Tosa. Da qui si scende a sinistra su alcuni gradini rocciosi, poi dentro un canalino, si scende per arrivare nella valle, la si attraversa e si segue il sentiero che a saliscendi aggira la base rocciosa della Brenta Alta. Dopo un breve tratto si arriva alla Busa degli Sfulmini a cui fanno corona la maestosa muraglia della Brenta Alta, gli arditissimi Campanili Basso e Alto, la catena degli Sfulmini, la Torre di Brenta, la Cima degli Armi e la cresta frastagliata della Cima degli Armi Bassa. Il sentiero percorre tutta la soglia rocciosa della conca, prosegue quasi in piano fino ad arrivare nella Busa degli Armi, anch'essa attorniata da una superba cerchia di cime rocciose. Si attraversa questa conca e salendo leggermente si arriva ad uno spallone ai piedi di un piccolo caratteristico corno roccioso, poco dopo ci si affaccia alle Val Perse e al massiccio della Cima Roma (ore 1.20). Da qui il sentiero scende per delle roccette (tratto esposto) fino ad arrivare ad una cengia incavata nella parete strapiombante, qui si trova una corda metallica. Si prosegue attraversando un paio di canaloni e si scende nell'ampia testata delle Val Perse si prosegue in quota per detriti e nevai alla base dell'imponente parete est della Cima Brenta, poi si entra nel ripido canalone che sale verso sinistra. Lo si risale faticosamente e in caso di neve ghiacciata ci si tiene sulla destra dove si trova una fune d'acciaio, fino ad arrivare alla Bocca del Tuckett (m. 2648). Si scende sulla vedretta del Tuckett, dapprima in centro e poi sulla destra dove si trova il sentiero che passa sul fianco della morena e porta al Rif. Tuckett (m. 2272). 

Al Rifugio Alimonta per le Bocchette centrali (n. 305, ore 2,30 - 3,00 circa). Le Bocchette Centrali sono un ardito percorso tracciato su sistemi di cenge che permettono di toccare alcune bocchette attraversando le ripide pareti delle cime della catena centrale del Gruppo di Brenta. Ci sono tratti molto esposti o coperti da neve. Partendo dal Rifugio Pedrotti in 10 minuti si raggiunge la Bocca di Brenta (m. 2552), si attraversa e si scende sull'altro versante, tenendosi sulla destra dopo poche decine di metri si trova una piccola cengia che segna l'inizio della via ferrata. Pochi scalini infissi nella roccia seguiti da una verticale scaletta portano ad una comoda cengia che attraversa tutta la parete ovest della Brenta Alta, poi su cenge artificiali si passa sulla parete nord, e, salendo su roccette e scalette di ferro si raggiunge un crocefisso in ferro, si scende alcuni metri e si raggiunge la Bocchetta del Campanile Basso (m. 2620) alla cui sinistra parte la via normale all'omonimo Campanile (circa 45 minuti dal Rifugio Pedrotti). A questo punto si gira sul versante est, si sale prima per un canale incassato sotto la Bocchetta del Campanile Alto, poi su ripide roccette e si arriva a una selletta panoramica, la bocchetta della Sentinella. Rimanendo sempre sul versante est, attraversando alcuni canalini e delle cenge molto esposte si arriva alla spalletta rocciosa dalla quale scendono alcune scalette che portano alla Bocca degli Armi, in cima alla Vedretta degli Sfulmini. Da qui si scende, dapprima sul nevaio e poi sulla morena, fino a raggiungere il Rifugio Alimonta. Dalla Bocca degli Armi, tenendosi sulla sinistra, si può anche proseguire per la via delle Bocchette alte. 

Alla cima del Monte Daino (2695 m): L'ascensione del Monte Daino dal Rifugio Pedrotti è breve e abbastanza facile, ed è molto remunerativa per la splendida veduta del Gruppo di Brenta, del Lago di Molveno, delle Dolomiti Orientali e della Valsugana. La sua posizione isolata e alquanto staccata dalla catena principale del Brenta, ne fa un punto panoramico tra i migliori della zona. Dal Rifugio si seguono le tracce di sentiero, in leggera discesa, che aggirano la base occidentale del Croz del Rifugio fino a raggiungere la larga sella tra il Croz e il Monte Daino. Si gira sul lato est una pozza profonda e caratteristica e si arriva nell'ampia conca detritica detta Busa del Daino. Per tracce fra roccette si sale all'incisione di cresta più profonda tra le due cime (fin qui si trovano ometti di sassi e segni sbiaditi). A questo punto si gira a sinistra e seguendo a tratti la cresta e a tratti il costone erboso sul versante orientale, si raggiunge la cima NNE (ore 1,30) 

Arrampicata: 

Dai rifugi Pedrotti e Tosa sono innumerevoli le vie a portata di mano, dalla classica via normale alla Cima Tosa (m. 3173, la più alta del Gruppo di Brenta) alle ben più difficili vie sulla parete est della Brenta Alta (come la famosa Detassis), passando per le vie di gradi intermedi come quella della Cima Margherita, del Croz del Rifugio a quelle della guglia più famosa del Mondo: il Campanile Basso. 
Il Rifugio è il punto di partenza ideale per le ascensioni alla Cima Brenta Alta, Brenta Bassa, Cima Margherita, Campanile Basso e Alto e molte altre. Non possiamo descrivere tulle le varie ascensioni, qui di seguito potete trovare la più classica, per le altre vi consigliamo di consultare le varie guide disponibili come quella di Buscaini e Castiglioni. 

Cima Tosa, 3173 m, per la via normale. Pur essendo semplice (II grado), è pur sempre un'ascensione alpinistica, necessita quindi, oltre a delle capacità tecniche, anche dell'adeguata attrezzatura (corda, imbracatura e discensore per la discesa a corda doppia). La Cima Tosa è il colossale massiccio che si eleva nel cuore del Gruppo di Brenta e con i suoi 3173 m ne è anche la cima più alta. Dalla chiesetta presso il Rifugio Pedrotti parte il sentiero (segnalato, n.358) che aggira la Brenta Bassa sul lato SE (verso la Pozza Tramontana). Arrivati al bivio con il Sentiero Palmieri si prende il percorso di destra che prosegue pianeggiante fino ai piedi della Cima Margherita. Salendo ora verso sinistra il sentiero porta nell'ampio vallone occupato in alto dalla Vedretta.

La Falesia della Brenta Bassa è una parete molto vicina al rifugio, con una ventina di possibili itinereri, attrezzati a spit con difficoltà variabili, dal 4a al 7a e una lunghezza massima di 18 metri. Ideale per ragazzi!

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"Rifugio Tosa - Pedrotti"

San lorenzo in banale (Trento)
Telefono:

+39 0461948115

Cellulare:

+39 3493646251

Pernottamento
e colazione

€ 30 (20 per i soci CAI)

Mezza pensione
con colazione

€ 51 (41 per i soci CAI)

Apertura:

 Aperto da metà giugno a fine settembre

Posti ristoro interni/esterni:

120 interni

Camere / Posti Letto / Bagni:

120

Gestione / Proprietà:

 Società alpinisti Tridentini SAT

 

  

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